Industria 4.0 e conseguenti implicazioni

Le implicazioni subordinate all’avvento della c.d. Industria 4.0 sono particolarmente rilevanti non solo dal punto di vista delle modalità di produzione e del sistema industriale. Queste hanno generato delle chiare conseguenze anche a livello sociale e politico.

La globalizzazione della tecnologia, che si pone come trend irreversibile, si contraddistingue per il fatto che sottende sfide ed opportunità.

Se da una parte i vantaggi sono notevoli, per quanto concerne il livello di produzione [in termini di velocità produttiva e di riduzione del costo del lavoro], si annoverano però anche una serie di conseguenze sui livelli di occupazione.

Questo nuovo modo di produrre vede il passaggio da una prospettiva labour intensive a favore di una capital intensive. La dinamica, che avvolge le produzioni più semplici che richiedono lavoro a basso costo e che sono facilmente automatizzabili, si distingue per costi fissi elevati, ma costi variabili molto bassi.

 La crescente e progressiva automazione, derivante dall’introduzione più massiccia di robot a sostituzione dell’uomo, porta ad un aumento del livello di disoccupazione.

 La globalizzazione della tecnologia, inoltre, si pone come fattore che determina un aumento del divario tra economie avanzate ed emergenti.

A soffrirne maggiormente sono quelle che presentano una forte attenzione verso l’esportazione in quanto le nuove tecnologie, nonché gli impianti automatizzati, possono essere installati vicino ai mercati di sbocco finale e non devono più inseguire il costo del lavoro più conveniente.

Le economie emergenti devono, quindi, operare ai fini di comprendere e gestire il cambiamento tecnologico investendo in tecnologia e in capitale umano accrescendo più la produttività che la capacità produttiva.

Risulta così possibile affermare che non tutti gli attori coinvolti – sia direttamente che indirettamente – si trovano in una condizione in cui sono effettivamente in grado di comprendere e gestire in modo proattivo il cambiamento e le sue implicazioni.

 La nuova situazione impatta fortemente sulle economie emergenti anche perché queste si connotano per mercati finanziari poco liquidi, che le può condurre a scegliere di appoggiarsi sulla ricerca di capitali esteri. Tale condizione causa un ulteriore flusso di capitali dall’estero andando a rafforzare la valuta locale e deprimendo ulteriormente le esportazioni.

Emerge in modo chiaro come il tecno globalismo è una sfida concreta per tutti gli attori del sistema economico e si struttura in modo differente tra economie avanzate ed emergenti.

Se per quelle avanzate la crescente automazione del settore manifatturiero sottende una crescita continua e dirompente per quelle emergenti il cambiamento tecnologico potrebbe delineare il loro collasso minandone, anche la sopravvivenza.

La digitalizzazione e la robotizzazione delle produzioni volte ad accrescere risparmi sul costo del lavoro, ha ridotto la rilevanza della manodopera a basso costo e ha delineato la “crisi” delle economie emergenti il cui GDP è connesso al livello di esportazioni. Queste devono rivedere sensibilmente il proprio modello di crescita in quanto non tutte sono attrezzate per affrontare il cambio di paradigma.

L’attuale rivoluzione tecnologica sottende, quindi, irreversibili conseguenze, in particolare sull’occupazione: le economie avanzate sostituiscono posti di lavoro con l’innovazione tecnologica in quanto operano focalizzandosi sui settori hi-tech, servizi, sharing economy.

L’interazione costante, subordinata alla globalizzazione, porta alla determinazione di una economia interdipendente.

Il tecno globalismo ha guidato la trasformazione dell’attuale contesto economico, sociale, geo-politico ed ambientale, definendo a livello globale i propositi per affrontare il futuro in modo costruttivo e collaborativo.

L’Industria 4.0 si basa sulle nuove tecnologie avanzate, sul superamento della distanza spazio-tempo e sulla combinazione tra mondo digitale e fisico-biologico.

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