Frode fiscale: é possibile la custodia cautelare in carcere

L’imprenditore può essere incarcerato per il pericolo di reiterazione dell’illecito penale fiscale.

la cassazione, con una pronuncia non esente da critiche, sostiene che nel caso di illecito penale tributario sussistano i presupposti di custodia cautelare per l’imprenditore che abbia commesso un reato fraudolento associativo laddove la struttura di sociale e ambientale che ha permesso la commissione dell’illecito sia ancora esistente e attuale, a nulla rilevando che tra la condotta contestata e la pronuncia sulla carcerazione preventiva sia passato un discreto lasso temporale.
l’attualità del pericolo di reiterazione del reato, quindi, sussiste qualora siano ancora esistenti “presupposti ambientali” che l’hanno favorito.
si diceva in apertura che l’arresto della suprema corte (cass. pen. n.4635 del 4/2/16) non può andare esente da critiche soprattutto alla luce dei correttivi (pro reo) delle esigenze cautelari introdotti colla l.47/15.
in effetti l’ “attualità” del pericolo aveva ristretto l’ambito di applicazione della misura detentiva alle situazioni in cui il pericolo non fosse solo concreto ma ancora presente.
la corte di legittimità – anche in considerazione delle particolarità del caso esaminato di tipo associativo, per condotte fraudolente e reiterate – definisce l’attualità non solo come un concetto temporale stante che la flagranza del reato sussiste sin tanto che esiste la struttura  criminosa che ha permesso la commissione dell’illecito.

imprenditore avvisato mezzo salvato: l’illecito fiscale (penale) può aprire le porte del carcere.

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