Aziende familiari: il vero motore dell’economia

Il ruolo delle aziende familiari nel contesto economico attuale come motore di sviluppo

Le aziende familiari costituiscono, a livello globale, una tra le principali componenti dell’economia, sia sotto il profilo numerico che in termini di contribuzione al PIL e occupazione.

Inoltre, la suddetta categoria d’impresa risulta in crescita e rappresenta la forma aziendale prevalentemente adottata anche nelle economie emergenti come Cina, India, Brasile e Corea del Sud. Relativamente al contesto europeo, il peso di queste aziende è significativo: rappresentano il 36,7% in Germania, il 36% in Francia, il 35,6% in Spagna e il 32,9% in Svezia.

In Italia, in particolare, l’incidenza delle aziende familiari è molto significativa in quanto supera il 40,7% e comprende le trecento maggiori imprese del Paese.

Le aziende familiari detengono, quindi, un ruolo primario nello sviluppo dell’economica globale, nella creazione di ricchezza e nella generazione di occupazione.

L’importanza di questa tipologia di aziende, all’interno del contesto internazionale, ha favorito l’interesse degli accademici che hanno contestualizzato e applicato numerosi filoni di ricerca teorici alle family firms ai fini di approfondire e comprendere meglio il loro specifico comportamento e le loro implicazioni, direttamente connesse al coinvolgimento della famiglia all’interno dell’azienda.  Tra le principali prospettive teoriche che sono state adattate alle imprese familiari, si evidenziano e si ricordano l’Agency Theory, la Stewardship Theory, la Resource-Based View e la Socio-Emotional Wealth.

Sebbene l’adozione e l’applicazione di questi differenti approcci abbia portato a sottolineare e ad elaborare risultati empirici a volte tra loro anche contrastanti, si rileva un certo e complessivo consenso. Gli studi hanno evidenziato che la maggioranza delle scelte strategiche delle aziende familiari si fondano sia su fattori endogeni che esogeni, la cui costante ponderazione risulta un fattore essenziale affinché tali imprese possano intraprendere un percorso di crescita che permetta loro di sopravvivere.

In particolare, hanno evidenziato che tale categoria di aziende, per propria definizione e natura, presenta un imprescindibile e duraturo connubio/interazione tra famiglia ed impresa.

Queste società si caratterizzano, infatti, per la c.d. “sovrapposizione istituzionale” riconducibile alla continua commistione tra sfera aziendale e familiare, imputabile al riconoscimento, da parte dei membri della famiglia proprietaria, dell’azienda come una vera e propria parte integrante del loro patrimonio, sia economico che personale.

Considerando che la ricchezza finanziaria e il capitale socio-emotivo costituiscono due elementi chiave per le imprese familiari, queste aziende devono operare contemperando costantemente l’interesse economico a quello personale. Ciò determina un effettivo, diretto ed elevato coinvolgimento dei membri della famiglia sia in termini di ownership che di leadership e/o di governo.

Tali elementi portano, molte volte, alla definizione e all’adozione di strutture e di modelli che vedono la presenza di numerosi membri familiari, titolari sia delle cariche di principali azionisti che di consiglieri e/o di leader.

Sulla base di suddette considerazioni si nota che, molte volte, le family firms presentano peculiari configurazioni della Corporate Governance che sono in grado di garantire ampia partecipazione dei membri della famiglia ai vertici in posizioni strategicamente rilevanti.

Dal momento che le aziende familiari hanno obiettivi legati ad una prospettiva temporale di lungo termine, fortemente connessi alla volontà di preservare e garantire la continuità generazionale, queste aziende devono riuscire ad operare implementando strategie di crescita effettivamente atte a favorire la sopravvivenza e la generazione di reddito.

Al fine di ottemperare tali obiettivi le aziende familiari devono, quindi, assumere decisioni che condensino, armoniosamente, la volontà e le aspettative della famiglia proprietaria con le dinamiche del mercato in cui operano.

La veloce evoluzione e lo sviluppo del mercato, la globalizzazione, la crisi economico-finanziaria e l’affermazione di nuovi modelli di business costituiscono alcuni tra i maggiori fattori esogeni che creano all’interno delle imprese la necessità e l’urgenza di rivedere e ripensare le proprie strategie. Si evidenzia, inoltre, che l’attuale contesto macroeconomico risente delle conseguenze direttamente imputabili alla crisi finanziaria delineatasi a partire dal 2008.

Questo sfavorevole evento ha creato la necessità e l’urgenza, nella maggior parte delle imprese, di agire concretamente per affrontare le avversità dell’ambiente.

Così come ampiamente riconosciuto e condiviso dalla letteratura, la struttura proprietaria, di governo e la conseguente configurazione della Corporate Governance costituiscono alcune tra le principali variabili aventi un ruolo fondamentale nel processo di definizione e di perseguimento degli obiettivi strategici, in quanto incidono sia sulle decisioni relative sia alla definizione delle modalità di protezione del valore aziendale che di quelle di tipo economico e culturale/valoriale.

Le strutture e i meccanismi di Corporate Governance sono dotati, oltre che dall’importante funzione “tutelativa” del valore aziendale, anche di un ruolo significativo nel processo di sviluppo, definizione e creazione della ricchezza d’impresa in una prospettiva di medio-termine.

L’efficacia e il ruolo della Corporate Governance si sostanziano e si misurano nell’effettiva capacità della struttura del governo dell’impresa di operare bilanciando costantemente le funzioni di protezione e di creazione di valore aziendale sulla base della valutazione e della comprensione delle esigenze strategiche contingenti.

Le scelte aziendali sono strettamente condizionate dalle strutture e dai processi di Corporate Governance.

Numerosi studiosi, evidenziando l’interazione della configurazione della Corporate Governance e della struttura proprietaria con le dinamiche aziendali, hanno mostrato sia come questa guidi e condizioni le scelte strategiche sia come impatti sui risultati economici aziendali.

Alla luce degli obiettivi, sia di tipo economico-finanziario che familiare, che determinano la necessità di implementare strategie che garantiscano crescita e sviluppo aziendale, le acquisizioni possono costituire un’importante possibilità/mezzo di crescita per via esterna che permette l’ampliamento aziendale seppur, molte volte, non determinino l’effettivo conseguimento dei risultati economici attesi, rivelandosi uno strumento che erode il valore aziendale.

Nonostante le acquisizioni costituiscano uno tra i più interessanti e rilevanti strumenti di crescita per via esterna, in quanto permettono sia di attuare una veloce crescita aziendale che di accedere a nuovi mercati (sia di tipo geografico che di prodotto), i suoi esiti risultano incerti. Tali operazioni sottendono, infatti, numerose difficoltà e sfide che riguardano sia le fasi iniziali di selezione e di valutazione della target (fase pre-acquisizione) sia quelle di gestione ed integrazione della società acquisita (fase post-acquisizione).

Data la rilevanza delle aziende familiari nel contesto internazionale e le loro peculiarità, insite nella loro natura, è importante analizzarne il comportamento strategico, con specifico riferimento alla strategia di acquisizione, in modo da comprendere la propensione di questa categoria di imprese a realizzare operazioni di crescita per via esterna, attuando un particolare focus su come le loro scelte di acquisizione varino e siano influenzate da fattori esogeni ed endogeni.

È rilevante verificare e comprendere se le congiunture economiche sfavorevoli impattino sulle scelte di acquisizione evidenziando quale sia il ruolo, le modalità e il grado di partecipazione della famiglia proprietaria (anche come guida) nel processo di crescita per via esterna.

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